Acquistavano la marijuana a San Cristoforo e la spacciavano all’interno del Cara di Mineo
Venerdì 27 Gennaio 2012, Catania (Cronaca), pagina 29
La notizia è un fulmine a ciel sereno e rischia di gettare fango su tutti gli ospiti del Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Mineo, fra l’altro spesso accusati dagli abitanti dei centri vicini — e indistintamente, come se al centro non ci fossero anche brave persone — di rendersi protagonisti di razzie e di danneggiamenti.
Solo che questa volta non si tratta di qualche frutto rubato dagli alberi, di qualche recinzione aperta con le buone e, soprattutto, con le cattive, bensì di roba assai più grave. Spaccio di stupefacenti, per l’esattezza. Spaccio di quella marijuana che un gruppo di organizzati pusher, da mesi ospiti del Centro, pare acquistassero nel quartiere San Cristoforo per poi rivenderla agli altri richiedenti asilo che alloggiano a Mineo. Un modo comodo comodo per realizzare dei guadagni e per fronteggiare, così, le emergenze che in una situazione come quella del Cara è inevitabile che ci siano.
Il fatto è che la voce di questi «traffici» è arrivata anche agli agenti della sezione Criminalità straniera e prostituzione della squadra mobile, che hanno cominciato a lavorare sulla notizia fin quando non hanno ottenuto le loro certezze. Certezze che hanno portato all’arresto, in esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziati di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Catania, di cinque componenti della banda: i cittadini nigeriani Benard Asempta (20 anni), Daniel Ebughe (28), Eddy Mathew (26), Joy Mathew (24), nonché la cittadina ivoriana Cherry Okohwo (23). Continua a leggere































